Brand spaces & retail?

 

Cosa succede al retail? Sta cambiando pelle su scala globale.

 

@MarcSondermann di #FashionMagazine a #BRANDY16 ha parlato del rischio di “strisciante desertificazione” nei grandi department store statunitensi. Nei piani retail cambiano numerosità e superfici medie perché come ha detto @LucaSolca di Exane i negozi non devono essere considerati un investimento di marketing in perdita, bensì devono rendere.

 

Se nei piani strategici il retail viene ripensato, il luogo fisico viene rimodellato e reintegrato in un contesto digitalizzato. Accoglienza, divertimento e simpatia sono gli ingredienti chiave di #Tiger evidenziati da @JavierGomezPalacios a #BRANDY15, elementi da mettere in relazione con la possibilità di browsing digitale durante la visita in negozio come con la Alessi Encyclopedia illustrata da @MatteoAlessi.

Il recente Apple Store a Milano spinge a ripensare i negozi come destination. Ha detto bene @DanieleProsdocimo a #powertothebrand, la brand experience non dev’essere bombardamento: dobbiamo anzi riscoprire l’importanza dei luoghi e della loro anima autentica. Serve un retail fisico meno di plastica e più empatico. Serve un retail fisico che non diventi la brutta copia statica di un catalogo digitale bensì il luogo generativo di ingaggio emotivo, coinvolgimento e nuove conversazioni.

 

Anni indubbiamente sfidanti per chi si occupa di #retaildesign, #storedesign, #retailbranding, persone come @AlessandroGiannavola di #Geox che ascolteremo a #BRANDY17 insieme ad altre voci, non mancare!