Brand intelligenti?

 

Quanti tipi di intelligenza esistono? Gardner ha dimostrato come non esista un unico tipo di intelligenza, ovvero quella di tipo logico-matematico tipicamente misurata dal noto quoziente (QI), bensì esistono molteplici tipi (linguistica, spaziale, musicale, interpersonale ecc.).

Possiamo pensare che sia lo stesso per un brand ovvero un’azienda?
Ricostruendo le dinamiche di alcune aziende di lunga vita possiamo individuare sei dimensioni di intelligenza.

L’intelligenza organizzativa è la capacità di armonizzare struttura, cultura e valori, la strategica è legata al rapporto tra posizionamento nel mercato e scelte di taglio dimensionale.
L’intelligenza artigiana si riferisce al mestiere sottostante e quindi ad aspetti quali l’ascolto del cliente e la passione per la qualità, mentre l’intelligenza narrativa è la capacità di costruire un racconto intorno al proprio brand.
La dimensione di intelligenza relazionale richiede una capacità di dialogo con collaboratori, fornitori, clienti, territorio mentre la dimensione di intelligenza creativa richiede una capacità di gestire la conoscenza e di investire per innovare.

Siamo tutti quindi diversamente intelligenti, e in modo analogo lo sono i brand-aziende chiamati a coltivare un adeguato mix di intelligenze sia al proprio interno (dna, organizzazione, talenti, cultura organizzativa) che con la propria rete di relazioni (innovazione aperta e network).

Forse più che ad eccellere su una o due singole dimensioni, i brand-aziende devono trovare il giusto equilibrio tra le diverse dimensioni per prosperare nel mercato. Un tema centrato per #BRANDY17.