Brand b2c vs. b2b. Essere o Pensare?

 

“To be or not to be” diceva l’Amleto di Shakespeare. “B2b” dicono molti brand.

Ma si può nascere b2b e diventare anche b2c? O coltivarne alcune logiche? Il fast fashion di Zara (Inditex) è un modello di business b2c che da un certo punto di vista ha reinterpretato nel nuovo millennio la formula di fashion casual b2b che Benetton aveva sviluppato negli anni ’80.

 

@SauroMariani a #BRANDY15 ha mostrato come per costruire l’ecommerce b2b AntonyMorato ha usato le stesse logiche di comunicazione tipiche del b2c, mettendo a punto una piattaforma emozionante.

@MaurizioSchiavo ha evidenziato come Fedon, azienda quasi centenaria e tradizionalmente b2b ha creato al proprio interno una sorta di startup che sta sviluppando la parte b2c. Certamente sviluppare una competenza b2c non è un gioco da ragazzi.

Interessante l’esperienza di CucinaBarilla che @MatteoGori porterà a #BRANDY17. Si tratta del primo caso mondiale di modello base/refill applicato al cibo che diventa più servizio che prodotto e rappresenta una palestra b2c per un’azienda che ha sempre affidato a terzi la vendita.

 

Quanto serve essere b2c o pensare b2c? E a quale costo? Pensiamoci su a #BRANDY17.